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ESEMPIO DI SERIETA’ ELETTORALE
Giancarlo GALASSO
(TSE - tribunale supremo delle elezioni)
Siamo ormai in un mondo globalizzato e per chi ne ha voglia e tempo, leggere altri giornali editi in tutti i paesi del mondo non è cosa impossibile, basta navigare un pochino in internet e possiamo leggere quasi tutti i giornali delle altre Nazioni purché si conosca un po’ la lingua. Gli europei hanno delle difficoltà per le lingue orientali, ma sicuramente sono agevolati nella lettura dell’inglese, francese e spagnolo. Ed io, adesso, vi voglio proporre all’attenzione un articolo uscito su un giornale di lingua ispanica in un paese che a breve dovrà affrontare la tornata elettorale per l’elezione del loro Presidente (è una Repubblica Presidenziale). Una domenica, precisamente il 6 di settembre, in una basilica di una delle cinque province del succitato paese, un sacerdote, all’omelia, ha fatto un richiamo diretto ed esplicito invitando i suoi fedeli riuniti a non votare per quelle rappresentanze, pur libere e democratiche, che non si ispiravano ai valori cattolici-cristiani, in materia di matrimonio, aborto, sistemi antifecondativi e tutto ciò che il Vaticano proibisce. Immediatamente è partita una denuncia da parte di un fedele che si trovava in chiesa, denuncia presentata ad un sezione di un tribunale (il TSE: Tribunale supremo per le elezioni) che specificatamente si costituisce in periodo pre elettorale e rimane insediato fino alla verifica e al controllo delle elezioni, dichiarandone, il vincitore. Anche in caso di controversie o contestazioni è la stessa sezione che si incarica di ricontare tutte le schede. Così è avvenuto nella passata legislatura e in solo tre mesi la controversia è stata risolta. Questo tribunale dovrà decidere non se il sacerdote sarà condannato ma quale sarà la formula di tale condanna; condannato lo sarà per certo, in quanto ha violato la legge facendo dichiarazioni da una posizione di assoluta predominanza e non permettendo ai fedeli di controbattere poiché in quel momento egli era quasi investito di una “carica superiore”. Così facendo, il sacerdote incriminato ha prodotto un danno indiretto a quei candidati (e ai loro sostenitori) che non professavano le sue stesse idee in materia sociale e religiosa. La stessa Curia episcopale del paese e l’arcivescovo, a seguito della denuncia ricevuta, si sono premurati di ordinare ai propri sacerdoti di astenersi dal manifestare, sia durante le omelie che in altre situazioni ufficiali legate al loro sacerdozio, le proprie idee politiche o di sostenere questo o quel candidato. A nulla è valso questo correre ai ripari: il sacerdote e probabilmente la stessa curia saranno multati e costretti a pagare un’ammenda per “danni causati da pregiudizio”. L’art.28 della Costituzione politica e l’art 136 del Codice elettorale di questo paese, stabiliscono che i sacerdoti non possono fare alcuna forma di propaganda politica invocando motivi religiosi e valendosi delle stesse credenze legate alla religione. A mio avviso, la serietà e il rispetto delle liberta fondamentali di questa Nazione (che non vi nomino perche potrei suscitare in voi repulsione in quanto si parla di “Terzo mondo…”) rappresentano, raffrontati all’Italia, un esempio di stato liberale, e quando dico liberale lo intendo nel senso Cavouriano del termine, ossia, non mi stancherò mai di dirlo, alla chiesa e allo stato, ciascuno il suo campo!
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