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Datemi una ''forbice''…. Che cosa ne vuoi fare?
Giancarlo Galasso
Ormai ho i capelli bianchi, anzi comincio a essere calvo e sono 30, 40 anni che in tutte le finanziarie dei governi attuali e precedenti sento un’unica parola d’ordine: “tagliare, tagliare spese superflue, tagliare costi verso le necessità sociali, tagliare fondi per attività di ricerca” e via via in un crescendo rossiniano. In proposito, i cittadini di un tempo passato, unitamente al sindacato, manifestavano con cortei, scioperi e anche con qualche protesta che, ahimé! terminava con tafferugli. Il risultato di tutto questo era che magari con l’intervento di qualche bel politico si strappava dalla finanziaria qualche contentino e si cercava di rimediare ad alcune sue lacune. Oggi non è più così. Si procede a ranghi stretti tutti obbedienti a un solo “comando” e si cerca una forzata unità ricorrendo ai voti di fiducia per paura che qualcuno, vergognandosi del suo operato, si faccia prendere da remore morali e voti in dissenso con il proprio gruppo di appartenenza. E via verso nuove avventure del bel paese per l’anno che verrà; tanto la finanziaria è passata, e i cittadini? Bah, imbambolati, distratti dalle partite di calcio, da una televisione sempre più obnubilata, da fiction o dai salotti della politica dove puntualmente rappresentanti del governo e dell’opposizione si bacchettano, minacciano querele e nulla più. Noi, ormai, imbelli e rimbambaniti, abbiamo perso la voglia di partecipazione per rivendicare le cose più semplici anche quelle che ci riguardano e ci toccano nella vita di tutti i giorni e nel portafoglio. E’ vero, abbiamo perso la voglia di protestare seriamente per i nostri interessi. Ad esempio dall’ultima finanziaria, è sparito un investimento, minimo rispetto ad altri paesi, in favore della banda larga o meglio dire internet veloce e di facile accesso a tutti e soprattutto per tutte quelle zone dove arrivare via cavo risulta difficoltoso si sarebbe potuto operare li con sistema Wireless (senza fili): in poche parole, per i meno esperti, come con un semplice telefonino solo che non hai solo voce ma un’infinità di dati che camminano e si possono scambiare con tutto il mondo. Gli esempi comparativi, non mi sono mai piaciuti, tanto per essere espliciti, mentre l’Italia taglia la Finlandia equipara la fornitura di internet a larga banda ad un servizio di interesse fondamentale simile a luce, gas e acqua. Continuando su questa china discendente e di susseguenti compressioni, a danno di investimenti che sono fondamentali per un paese moderno (basti pensare che cosa oggi è internet e di cosa si è capaci di fare con l’utilizzo di questo strumento), l’Italia non avrà futuro nella ricerca e nello sviluppo. E ancora: diversi anni fa, al Policlinico di Milano si sperimentò, quasi per primi, un intervento chirurgico, durante il quale il chirurgo fisicamente si trovava in America e tecnicamente operava con strumenti comandati da una tastiera, da un mouse, e da un monitor di un computer. Questa è scienza e ricerca che lavorano in sinergia, e se ci pensate bene fanno risparmiare tempo e soldi allo Stato e di conseguenza, sempre partendo dal dato di uno Stato onesto, anche ai cittadini. Noi siamo molto indietro con la ricerca e la tecnologia, ma sembra che a pochi interessi il problema. I fondi per la ricerca, per le nuove tecnologie, per l’ambiente, per lo sviluppo di energia alternativa, per la sicurezza ambientale e non, per l’istruzione vengono cancellati o ridotti al lumicino, senza pensare che il tutto può generare nuova occupazione e migliorare la qualità della vita sia per noi che per le generazioni future. Certo bisogna far quadrare i bilanci e rimpinguare le casse. Ma intanto ci addormentano con “Nonno Libero” e con “Il Grande Fratello”. Ribelliamoci!
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