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PAGA PANTALONE (COME SEMPRE!)
Laura ADAMI
Chi ricorda il bellissimo servizio giornalistico della dott.ssa Gabanelli a "Report" sui contributi pubblici ai giornali? Ebbene quel servizio suscitoŽ scandalo e molti, indignandosi, saltarono sulle loro sedie. Non voglio menar alcun vanto ma chi ci segue con affetto sa benissimo che il nostro giornale non prende nessun contributo da nessun organo, per cui posso tranquillamente permettermi di presentare questa piccola nota , cosi, tanto per far presente alcuni peccatucci poco confessati ... Ebbene, anche questŽanno, con tutti i problemi e la scarsa salute di cui gode la nostra finanza pubblica, lo Stato ha stanziato un finanziamento ai giornali pari alla modesta cifra di 200.776.000 euro ossia un quinto di miliardo. Sono soldini nostri, finiti nelle redazioni di quei giornali dei quali il lettore, che spero continui amorevolmente a seguirmi, puoŽ leggere i nomi cliccando sul link in calce al mio scritto. La fonte eŽ quanto di piuŽ sicuro ci possa essere, ossia il Dipartimento per lŽInformazione e lŽEditoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri: nome altisonante, ma dove, come in quasi tutte le strutture della PCM, si macinano soldi in spese non sempre utili. Sfogliando il link a cui faccio riferimento, potrete rendervi conto della quantitaŽ di giornali e periodici che ormai sono quasi introvabili nelle edicole, testate locali (molto locali, praticamente invisibili...), testate edite allŽestero, perfino alcune pubblicazioni specializzate in scommesse o in cavalli, oltre quei quotidiani storici, talmente storici, che forse si pensavano scomparsi con la prima repubblica. Questa eŽ una delle mille falle attraverso cui si perdono soldi del contribuente, nonostante le grida di dolore del ministro Tremonti che invitano al rigore . Certo il rigore eŽ cosa esclusiva del cittadino che anzi piuŽ eŽ in difficoltà piuŽ eŽ un predestinato ad essere rigoroso: al ministro e a chi (mal) governa lŽItalia il RIGORE fa un baffo. Certo, qualcuno potraŽ anche dire che la cifra non eŽ piuŽ, come in tempi passati , cosi rilevante e onerosa peroŽ, tanto per dare unŽidea su come usare meglio questo soldi (duecentomilioni e 776mila euro, e non sono bruscolini!) ad esempio si potrebbero riavviare alcuni progetti di ricerca bloccati dalla riforma Gelmini, o contribuire allŽacquisto di qualche veicolo nuovo per la polizia la quale alcuni giorni fa ha manifestato in piazza a Roma, o, che so, qualche ambulanza ben attrezzata! Sicuramente sono stupidaggini, ma credo che risulterebbero piuŽ utili di queste elargizioni fatte a giornali che al grido di "paga pantalone!" non si impegnano piuŽ di tanto nel sostenere la vendita. Mah, eŽ un modo come un altro per tenere sotto scacco la cultura (poca): "non ti premio se fai un buon giornale, ben scritto, che vende bene percheŽ le persone ti leggono (arrangiati!), ti premio per che sei appoggiato da gruppi di potere o politici o imprenditoriali (anche nel caso delle testate estere) e non importa di che colore siano tanto quasi sempre la totalitaŽ delle tue copie finisce al macero. Auguri!" http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2007/ (contribuiti dellŽanno 2008 su riferimento dellŽanno 2007)
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