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Periodico plurisettimanale a carattere politico culturale
Aut. Tribunale di Roma Sezione Stampa e Informazione - n. 24/2004

     

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Il Posto dei Parlamentari eletti all'estero

di On. Salvatore FERRIGNO


L'on. Salvatore Ferrigno: L'obiettivo è quello di dimezzare il numero degli eletti all'estero
E' chiaro come la luce del sole che è ormai conclamata la volontà di eliminare, per le prossime elezioni, più della metà degli eletti all'estero.
In numero non dovrebbe superare le otto unità tra Camera e Senato. Praticamente, l'ex Ministro Tremaglia aveva ragione quando quattro mesi fa denunciò trame contro gli eletti all'estero. Si sa che diciotto "posti", sottratti alle lobby dei partiti, sono stati un durissimo colpo da digerire.
Troppi "posti" persi per ampliare le amicizie, le conoscenze, la clientela. Troppi posti sottratti ai collaboratori, ai portaborse, alle segretarie. Troppe occasioni di "voti" sprecate per una armata definita Brancaleone di diciotto, dodici Deputati e sei Senatori.
L'occasione del video di Sidney sui presunti brogli, ha fatto sì che, finalmente, saltasse fuori, in tutta la sua chiarezza, il progetto.
Noi eletti all'estero, siamo stati definiti non idonei a poter lavorare in Parlamento e la voce autorevole di Violante, ha fatto da megafono ed ha credito. Nessun partito, sia ben chiaro, spezzerebbe una sola lancia in favore del voto all'estero. Abbiamo il fiato sul collo. Non si vede l'ora che lasciamo queste poltrone.
Un posto da Deputato o da Senatore significa "fare politica" per le nomenclature dei partiti di Roma, significa voti e, quindi, potere.
La nuova legge elettorale andrà in questo senso. E' ora di mobilitazioni da parte della gente italiana all'estero se non vuole ritornare nel
dimenticatoio.
Forza Italia

 

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