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Una scelta difficile, ma utile alla Destra.
di Paolo DANIELI
Riceviamo e pubblichiamo:
egr.
direttore, L'uscita di Storace da Alleanza Nazionale significa molto di più di quanto sembri o di quanto si voglia far apparire. La sua, come la mia, avvenuta qualche mese prima, è stata innanzitutto una scelta sofferta. Non si lascia a cuor leggero il partito dove stai da sempre. Se decidi di farlo è perché ci sono delle motivazioni forti. Quando non condividi tutta una linea politica e constati che fare opposizione interna è impossibile, allora non puoi far altro che andartene. Come ha fatto Storace. Con coerenza e stile: Senza rinnegare. Senza strillare. Dignitosamente, come si conviene ad un uomo di destra. Qualcuno ha pensato: coraggioso e coerente. Ma solo. Ed è questo il punto. Storace non è solo. Senza tirare in ballo i sondaggi, come lui, in AN, la pensano in tanti. Forse i più. E' la punta di un iceberg che emerge da un partito sommerso nel conformismo e nell'acquiescenza alle decisioni del capo, cui è più comodo obbedire che manifestare dissenso. Basta parlare con la gente. Con la base come coi dirigenti. La maggior parte non è d'accordo sul “fascismo-male-assoluto”, sull'insegnamento del Corano nelle scuole, sui Pacs, sul voto agli immigrati ecc. Ma il clima è tale che se ne guardano bene dall'uscire allo scoperto. In privato criticano Fini. In pubblico lo applaudono. E così il Capo ha buon gioco nel suo intento di condurre AN sempre più al centro. Talmente al centro, e forse anche un po' più in là, che non è raro, nell'ambiente, sentir dire che Berlusconi è molto più di destra di Fini. Dopo aver annientato le correnti Fini fa quello che vuole. Candida o fa fuori parlamentari e consiglieri regionali. Nomina e snomina i dirigenti. Chi si adegua ha spazio. Chi, come Storace, non condivide è costretto ad andarsene. La domanda nasce spontanea: dove? A destra. Restando nel centrodestra. Costituendo qualcosa di nuovo. Un nuovo soggetto politico nel quale si riconoscano tutti quelli che si sentono di destra. Non una destra nostalgica da coltivare in qualche cespuglio, ma una destra nuova, fresca, dinamica, spendibile nella coalizione. Un soggetto politico nel quale chi è di destra si senta a casa sua ed abbia la possibilità di fare politica con passione. La passione. E' questo l'elemento che sta alla base della scelta di Storace. Standosene buono e sottomesso avrebbe potuto fare il parlamentare a vita. Ma la politica lui, e fortunatamente non solo lui, la concepisce solo se fatta con la passione, con l'anima. Ed è proprio questo che ha determinato la sua scelta. Difficile, ma utile alla destra italiana.
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