|
Comunicato Stampa
Galleria Vittoria
BARBIE REVOLUTION di DANIELA PODUTI RIGANELLI Presso: Galleria Vittoria - Via Margutta, 103 Inaugurazione: giovedì 5 novembre 2009 ore 18.30 Durata: dal 5 novembre al 15 novembre2009 Orari: lunedì - venerdì dalle 15.00 alle 19.00 - fuori orario su appuntamento A cura di: tiziana todi - Testi laura ramoino - jeanne stavropoulou Daniela Poduti Riganelli, rivolge la propria attenzione agli oggetti, ai miti, ai linguaggi della società dei consumi. Nelle sue opere, pur mantenendo l'anonimato, respinge l'espressione dell'interiorità e dell'istintività. Nel complesso mondo moderno che circonda il contemporaneo dominato dal consumismo, ci fa vivere il così detto "focolare urbano". Nella ricerca di comunicazione, attraverso l'ossessivo martellamento eletto a sistema di vita dal mercato, la sua manipolazione dell'immagine trasforma in figure "ben fatte" oggetti e personaggi basandosi sull'uso di un'iconografia fortemente derivata dalla realtà. La fantasia ha la facoltà di creare immagini che si possono intrecciare tra il reale e l'irreale, cercando di rappresentare cose non presenti in atto alla sensazione, il fantastico gioca con la fantasia ma è contemporaneamente giocato da essa. L'immaginazione quindi è un movimento prodotto dalla sensazione. L'arte dunque diventa, secondo un ragionamento un po' fantastico, l'irreale tramite il quale è possibile migliorare e rendere più bella la specie umana, attraverso l'uso dell'ironia. Le donne sono sempre più belle, la loro bellezza si perpetua di generazione in generazione diffondendosi, è l'evoluzione, ma lo stesso gioco dell'evoluzione non funziona al maschile, il tramandare la bellezza "stereotipata" fa si che si seppellisca la bruttezza, senza sottrarsi tuttavia ai suoi dogmi che silenziosamente impongono i loro rigidi criteri. Barbie nel 2004 crea il Partito delle Ragazze, con un vero e proprio programma elettorale dimostra di non essere solo una ragazza di bell'aspetto, priva di spessore e sostanzialmente stupida, ma promuove l'uguaglianza tra i sessi, dimostrando che le donne possono intraprendere qualsiasi carriera. A differenza di Big Jim, eterno fidanzato, negli anni il suo percorso è stato lungo e travagliato, ha dovuto anche lei evolversi di pari passo con il mondo reale che la circonda, lottando per avere "pari opportunità", ha reinventato se stessa infinite volte senza mai voltarsi a guardare il suo percorso, concentrata verso l'obiettivo, come tutte le ragazze cinquantenni, ancor oggi è protesa verso il futuro. Tiziana Todi
Nel 1959 Ruth Handler osservando la figlia Barbara giocare si accorge che la bambina spesso dava alle sue bambole un ruolo da adulti, da questa osservazione nasce l’idea di creare una bambola con sembianze diverse da quelle in uso, una bambola adulta che diverrà la più venduta nel mondo: Barbie. Nel tempo Barbie è diventata lo stereotipo della donna giocattolo, si identifica in Barbie la donna oggetto, senza molto cervello, relegata in un ruolo di soprammobile grazioso e poco ingombrante. Per anni le donne, per emanciparsi dal ruolo di Barbie, hanno cercato di raggiungere la parità di diritti con il mondo maschile, commettendo però, a mio parere, un fondamentale errore: cambiare il proprio ruolo, abbandonare il proprio essere donna, per assumere pensieri ed atteggiamenti maschili. La vera uguaglianza e parità di diritti si raggiungerà completamente quando la donna potrà sentirsi alla pari senza perdere le sue caratteristiche e le sue sfaccettature di donna. I lavori di Daniela Podudi Riganelli ben rappresentano questo concetto, con intelligenza ed ironia, una provocazione e una denuncia della situazione femminile e di una uguaglianza ancora lontana dall’essere stata raggiunta. Laura Ramoino
La storia di una cinquantenne vera raccontata attraverso la bambola più famosa del mondo. Pop Art inspirata alla bambola più amata dalle bambine, immagine irreale di una perfezione assoluta. Contestata e contrastata, odiata e fonte di inspirazione per tanti, è sempre lei Barbie! Sedici opere raccontate con le parole di canzoni famose. La Riganelli è ironica, inventiva, rivisita il mondo femminile di oggi con humor. Barbie che “non vuole essere buttata giù come una bambola” Patty Pravo, “non è una signora, ma una per qui la guerra non è mai finita” Loredana Bertè, “si trucca perché la vita non la riconosca e vada via” Renato Zero. La cinquantenne con le sue paure, l'età che avanza, la corsa che non finisce mai, il desiderio di restare giovani e belli, la tanto cercata sicurezza del chirurgo plastico, e la voglia di somigliare alla bambola ma non essere trattate come lei. Contraddi-zioni a non finire, perché di contraddizioni è fatto il mondo femminile. Daniela Poduti Riganelli racconta il mondo delle cinquantenni con freschezza e tanta ironia, ci fa riflettere e ci strappa anche un sorriso... Ottobre 2009 Jeanne Stravropoulou
|